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giovedì 27 dicembre 2012

L'inganno



Lampi tuonavano
armati di fulmini.
Erano tagli
nei polmoni
malati del cielo.
Ogni nuvola nera
era un respiro
in meno,
ogni goccia di pioggia
un singhiozzo in più.
La sofferenza
aleggiava,
soffocando il Sole
e stuprando la Luna.
Trombe d’aria
spazzavano via
il vento.
I titani,
riuniti dall’Ombra,
rubavano le stelle
e saccheggiavano
il tempo.
Migliaia di corvi
vegliavano
con occhi di vetro
e migliaia di avvoltoi
attendevano, vigili,
la carcassa.

Solo la Morte
sedeva in pace,
ritta,
su un trono
di ingiustizie
e malattie,
sapendo di
essere la soluzione.
Tuttavia, sorrideva:
non avrebbe lasciato
alcuna carcassa
per gli avvoltoi.

lunedì 9 gennaio 2012

Questo domani, solo vivere e accettarmi


Affronto la realtà trascinandomi a peso morto.
Chi mi parla, ha difficoltà ad essere ascoltato perchè non so ascoltare neanche me stessa.
Chi mi ascolta, ha difficoltà a capirmi perchè ancora non mi sono ritrovata.

Penso all'equilibrio raggiunto e al tempo che mi ci era voluto per raccogliere i cocci la prima volta.
Penso a quanto mi ci vorrà per rimettermi insieme stavolta.
Dovrei cominciare dal ritrovarmi. Ma le strade sono infinite ed io troppo stanca per percorrerle tutte.

Quindi per staccare un po', ogni tanto ci fumo e ci bevo su, senza esagerare. Almeno per un paio d'ore quei problemi e quelle ansie saranno di qualcun altro.
"A volte è meglio non pensare, non andare oltre." [E.M. Reyes - C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo]
Quindi, prima di dormire, non penso a niente.
Al resto, ci pensano gli incubi del mio stomaco.
E infiniti domani.